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La II edizione di “Conversazioni nel Parco – La letteratura è di scena” ad agosto 2018

L’Associazione culturale Felici Molti in collaborazione con il Grand Hotel Imperial di Levico Terme (TN) organizza e presenta nel mese di agosto la seconda edizione di Conversazioni nel parco – La letteratura è di scena. Nata come una rassegna letteraria con l’obiettivo di proporre le storie più originali nel panorama letterario contemporaneo facendole vivere attraverso gli adattamenti scenici degli autori stessi o di altri interpreti nella splendida cornice del Parco Asburgico di Levico Terme, quest’anno diventa un Festival di teatro, musica e letteratura conMaurizio Donadoni, Francesca Della Monica, Laura Piazza, Maurizio Fanin, Irene Gianeselli, Giuseppe Calvino, Federica Fracassi.


PROGRAMMA


8 agosto 2018 ore 18.30

“JABBERJOYCE – divertimento a due voci” da “Finnegans Wake”

di James Joyce e “Alice through the looking glass” di Lewis Carroll con Maurizio Donadoni (voce recitante) e Francesca Della Monica (voce cantante).


Finnegans Wake di James Joyce, monumento alla letteratura, fatto di letteratura che va oltre la letteratura è un mondo, o meglio, un parolmondo. Un universo verbale e extraverbale che offre alle voci infinite maschere e occasioni di giocare sul serio e rendere possibile l’impossibile, riconoscibile l’irriconoscibile, dicibile l’indicibile.

Dal primo capitolo Maurizio Donadoni ha selezionato brani in cui l’autore espone i temi principali del libro e presenta alcuni personaggi chiave: il muratore Tim Finnegan che, ubriaco, cade da un muro in costruzione, muore, e resuscita, durante la veglia funebre non appena benedetto con alcune gocce di whisky; il gigante Finn mac Cool, il cui corpo addormentato costituisce il profilo della città di Dublino; un indigeno irlandese che dialoga come può con un invasore sassone; H.C.E, taverniere di Chapelizod, eroe non eroe dell’opera, accusato di molestie sessuali nel Phoenix Park ai danni di due cameriere (e forse anche di un fuciliere gallese). Entrano a far parte del complesso puzzle di topoi della tradizione musicale irlandese Humpty Dumpty, elaborata dallo stesso scrittore in perfetto stile Finneganese. “There’s a lot of fun at Finnegan’s Wake” da qui il rimando all’altro giocoliere di parole, Lewis Carroll e alla sua mirabolante opera, Alice through the looking glass.


9 agosto 2018 ore 18.30

“La Notte di Dino Campana – Concerto di poesia dai Canti Orfici” con Laura Piazza.

Si sceglie di dedicare al più grande lirico del Novecento un concerto di poesia per voce che celebri la multiforme prospettiva estetica dispiegata dal grande poeta toscano, autore di un unico libro, quel libro, i Canti Orfici, che doveva essere la giustificazione della sua vita. ​Con Campana, prendendo a prestito una felice osservazione del critico Emilio Cecchi, «si sentiva la poesia come se fosse una scossa elettrica, un alto esplosivo». Il reading, di là dai numerosi motivi di fascinazione legati alla vicenda terrena del poeta folle, del manoscritto perduto, dell’amore senza riserve vissuto insieme a Sibilla Aleramo, punta soprattutto sull’eccezionalità della sua proposta poetica, della «regina barbara sotto il peso di tutto il sogno umano».

Laura Piazza, interprete già di lungo corso della poesia campaniana, restituisce centralità alle parole del poeta “notturno” – ma anche della luce, del sole, dell’ardimento di vivere -. Ripercorrendo nella sua interezza il peregrinare tra paesaggi infernali e misterici, urbani e marini de La Notte, prima sezione in prosa lirica dei Canti Orfici, accompagnerà il pubblico nell’incontro con il grande poeta toscano e con un’opera che è la luminosa e terribile espressione della poesia nel suo farsi.


10 agosto 2018 ore 18.30

“Estate – Versi di Trakl”, recital con Maurizio Fanin.


L’impossibilità del vivere, di affrontare dolore e perdita, di riprendersi dall’orrore

della guerra, guardare al mondo come se fosse già un’ombra, uno spirito smarrito… Ma è poesia quindi non andiamo oltre. Facciamo nostro Ludwig Wittgenstein: «Non le capisco [le poesie di Trakl]. Ma il loro tono mi rende felice»

M. Fanin


Il profilo, biografico e artistico, del poeta austriaco George Trakl difficilmente si definisce in poche, semplici righe. La sua voce, che ci raggiunge dalla fine dell’Ottocento e da un Novecento appena cominciato e già ferocissimo, è una delle più laceranti e conturbanti del panorama europeo.


11 agosto 2018 ore 18.30


“Dream(e)scape – Shakespeare” con Irene Gianeselli e Maurizio Fanin, musiche originali di Giuseppe Calvino,traduzione e drammaturgia di Irene Gianeselli.

Shakespeare e gli altri, parole che si intrecciano, fiati che si moltiplicano nella letteratura inglese e germanica, iberica e francese, versi così materici da essere simili a luoghi da scoprire, luoghi-altrove in cui rifugiarsi.


Con le musiche originali di Giuseppe Calvino, è qui proposto un percorso nel paesaggio shakespeariano.

12 agosto 2018 ore 18.30

“Ernest Verner, L’uomo che cadde dalla cattedrale” reading con Federica Fracassi, drammaturgia di Irene Gianeselli.


Federica Fracassi presta voce e corpo al pittore Ernest Verner, artista corrosivo dal destino controverso, anima errante sempre pronta ad inciampare in se stessa e negli altri, uomo in cerca di risposte e proprio per questo figura tesa verso l’in-finito.


“Ho voglia di leggere questo testo di Irene Gianeselli ad alta voce. Ho molta voglia di essere mille donne in generale e un uomo in particolare. Di calarmi nei suoi panni, nei suoi pantaloni. Mi piacciono del testo i salti improvvisi, le domande, le voci che irrompono inaspettate, i punti di vista, i punti di vita. Di una vita, quella dell’artista Verner, che non conoscevo e non conosco, ma che mi sta piacendo osservare. Da un angolo. Con la stessa libertà che mi sembra l’abbia tessuta questa vita. E una dose generosa di malinconia che filtra il mondo e il suo stupore”

Federica Fracassi


“Ho conosciuto Ernest Verner ormai un paio d’anni fa dal racconto entusiasta di Annalucia Leccese, la presidente e fondatrice dell’Associazione culturale Amici di Ernest Verner. Non è stato facile ripercorrere l’itinerario anche interiore che dal San Gallo (Svizzera) ha portato Verner in Puglia. Con estrema cura, mi sono permessa di attraversare le intime sofferenze, le delusioni profonde che hanno provato l’animo di quest’uomo leggendo i suoi diari. Quella calligrafia elegante e stretta come un uscio appena accostato mi ha raccontato molto, ma non tutto. Perché gli uomini non si devono raccontare, ma degli artisti bisogna cercare di conoscere il più possibile. Sarà Verner a raccontare della gioventù e della famiglia, di un fratello amato ferocemente, delle sue donne e di come abbiano cercato di possederlo, della fuga sul battello Kerylos con una leonessa ancora cucciolo, fino all’ultimo passo malfermo, la caduta dalla Cattedrale, un’ultima caduta non solo simbolica, perché attraverso un punto di vista interno alla struttura architettonica in sfacelo, Verner ha veramente dipinto una Cattedrale che si disgrega. Con la memoria del cuore tesa verso Il sogno di un uomo ridicolo e lo sguardo smarrito nelle contraddizioni di questo artista, ho scoperto che nella vita di Verner è stato centrale il rapporto scardinante con le donne e il femminile. Non è un caso quindi che a dargli voce e corpo sia Federica Fracassi, attrice meravigliosamente sensibile e visionaria. Ernest Verner ha in sé un mistero, come tutti gli artisti che cercano oltre se stessi una risposta: per questo può tornare attraverso il mistero che è il Teatro”

Irene Gianeselli

Written by #RedazioneFeliciMolti


©Shoba per la foto di Maurizio Donadoni

©Gianmarco Chieregatto per la foto di Francesca Della Monica

©Marcello Norberth per la foto di Laura Piazza

©Piergiorgio Pirrone per la foto di Federica Fracassi

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